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You Tube marketing

Negli ultimi mesi Youtube, il noto sito dedicato alla pubblicazione di video amatoriali, è entrato nel vortice delle polemiche e delle contestazioni legali da parte di alcune grandi emittenti TV. La pubblicazione illegale di video tratti da trasmissioni TV è una violazione del diritto d'autore anche se a caricare i file video sono gli utenti registrati su YouTube senza alcuna volontà da parte di quest'ultima di creare un danno. Alcuni giocatori famosi come Maradona si sono limitati a chiedere la cancellazione di tutti i video del giocatore argentino.

You Tube è veramente un male per le emittenti TV?

A differenza di Mediaset la RAI sta andando contro corrente. E' la RAI stessa a caricare su YouTube i propri video cult e metterli a disposizione degli utenti con l'ormai diffusa tecnica dell'embed. Chi vuole rivedere un sketch dell'Ottavo Nano o un TG degli anni '80 non deve più recarsi alla videoteca RAI ma semplicemente cercarlo su YouTube. Si tratta di un'opera mastodontica e richiederà naturalmente molto tempo. Sta di fatto che la RAI pubblica su YouTube anche le trasmissioni più attuali, consentendo a chi non le ha viste in TV di seguirle in modo asincrono sul web tramite YouTube o in streaming sul sito della RAI.

Quali sono i vantaggi marketing per la RAI?

  1. Fidelizzazione. La possibilità di vedere sul web trasmissioni recenti amplia enormemente il bacino d'utenza ed aumenta il grado di
    fidelizzazione dei telespettatori alle singole trasmissioni.

  2. Pubblicità gratuita alle trasmissioni Rai. Tutti i siti web ed i blogger possono prelevare i codici embed di un singolo video ed inserirlo sul proprio blog ampliando notevolmente la visibilità dei programmi RAI in community online indipendenti da YouTube (community "embed"). Il cosiddetto fenomeno del viral marketing.

  3. Potenziale introito pubblicitario dai video. Alcuni video più gettonati hanno decine di migliaia di web-spettatori. Non è da escludere per il futuro un possibile inserimento di spot pubblicitari d'apertura sui video da parte della RAI stessa. Gli spot d'apertura sarebbero visti non solo dalla community di YouTube ma anche da tutte le community "embed" sul web. I ricavi pubblicitari sarebbero però solo della RAI

In conclusione. Non sempre il web danneggia i diritti d'autore. Questi ultimi sono un sacrosanto diritto di chi produce cultura, musica, intrattenimento ma non va confuso tutto il web con la pirateria. In questo articolo abbiamo voluto dimostrare un caso reale di utilizzo marketing di YouTube e i vantaggi per il titolare del diritto d'autore stesso. Lo stesso però potrebbe valere per una casa discografica, per una casa editrice, per uno spettacolo ecc.

Andrea Minini

20081211

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